giovedì 8 marzo 2012

Il lupo diventato famoso

 

Il lupo Navarre, curato e accudito, si sta riprendendo [VIDEO]


Il lupo Navarre adesso sta meglio e a poco a poco si sta riprendendo. La sua storia ha lasciato tutti con il fiato sospeso, dal momento in cui l’animale è stato ritrovato nelle acque fredde del Limentra sull’Appennino Bolognese. Sembrava che Navarre fosse destinato alla morte per assideramento. Invece il suo destino è stato cambiato grazie all’intervento dei volontari, che si sono adoperati nel praticare il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca.
Il video che racconta la storia del lupo Navarre è stato oggetto di molte visualizzazioni su YouTube. Per fortuna si è trattata di una storia a lieto fine, infatti l’animale è stato sottoposto a diversi esami ed è stato curato dagli esperti del centro di recupero fauna esotica e selvatica di Monte Adone.
Gli esperti hanno riscontrato che il lupo aveva in corpo 35 pallini di piombo, i quali comunque non avevano determinato ferite gravi. Inoltre era stato soggetto ad un’infezione che ne aveva provocato l’indebolimento fisico.
Il lupo si avvicina alla guarigione, anche se ancora sta attraverso un periodo di degenza. Una volta guarito completamente verrà rilasciato nel suo habitat naturale.
 Fonte

mercoledì 7 marzo 2012

emergenza delfini

Protezione animali: nel mare Adriatico è strage di delfini

delfini_animali_marini_mare_adriatico
Il mare Adriatico è teatro della strage di delfini in questo 2012: è da gennaio, infatti, che si ritrovano senza sosta esemplari di animali deceduti. Il fenomeno si è sviluppato inizialmente nel versante adriatico, ma successivamente si è arrivati facilmente a toccare le coste italiane. Sono molti, troppi, questi animali bellissimi che stanno morendo, e la notizia è per la più sottaciuta.
Dopo l’isola di Sansego, Curzola, Dubrovnik e Zara, ora il massacro dei delfini arriva nel mare blu del versante italiano, con ben quattro cadaveri rivenuti sino ad oggi. Tutti gli animali marini deceduti sono stati portati a Zagabria, in particolare all’Istituto di Biologia della Facoltà di Medicina Veterinaria. Qui, tramite alcune autopsie, è stato riscontrato che i decessi sono strettamente correlati ad un’infezione che si sta diffondendo rapidamente e che sta mettendo in serio pericolo la vita di questi animali.
Fonte

lunedì 5 marzo 2012

tanta gente a dire no alla vivisezione

 

Harlan e Green Hill: tutti in piazza per dire no alla vivisezione. Grande successo delle manifestazioni di ieri

| Stampa |




green_Hill_flash_mob
Un brulicare di iniziative lungo tutto lo stivale, dai presidi ai sit-in, dai flash-mob ai banchetti per la raccolta firme, guidate da un solo e ben saldo obiettivo comune: dire basta alle violenze subite dagli animali. A darsi per primi appuntamento in oltre 50 piazze di Italia sono stati gli attivisti di Occupy Green Hill, movimento spontaneo, pacifico e apartitico che ha chiesto a gran voce la liberazione dei 2700 cani di razza Beagle segregati nei capannoni-lager di Montichiari, l’allevamento bresciano che fornisce ogni anno interi eserciti di cani beagle ai vivisettori.
“Non vedranno mai la luce del sole, non sentiranno mai il profumo dell’erba, non potranno mai correre ne’ giocare con altri cani, non sapranno mai cos’è una carezza. Questi animali, identificabili solo da un numero, nascono per morire e sono condannati a soffrire”, spiega il movimento che, dalla sua pagina facebook, annuncia anche i numeri impressionanti della raccolta firme. “Stiamo ancora aspettando –spiegano gli attivisti in un post- la comunicazione del numero di firme da alcune delle città coinvolte nell'iniziativa di ieri, per cui non possiamo ancora fornire numeri definitivi, ma vi diciamo che stiamo per sfondare il muro delle 40 mila firme raccolte in un solo giorno, risultato semplicemente incredibile”. Insomma, cifre da referendum che dimostrano, oltre al successo dell’iniziativa, che sul tema della vivisezione, grazie agli inconsapevoli testimonial rinchiusi a Montichiari, i cittadini iniziano davvero a sensibilizzarsi.
 Sempre ieri, a distanza di poche ore, si è svolta anche un’altra importante manifestazione per contrastare una nuova emergenza, quella della scimmie rinchiuse nei laboratori della Harlan di Correzzana, il primo "lotto" giunto nel nostro Paese precedentemente allo scoppiare del caso. Almeno 700 manifestanti, secondo le stime degli organizzatori, hanno dato vita a un lungo e colorato corteo insieme alle associazioni animaliste, dall’Ente Nazionale Protezione Animali, alla Lega Anti Vivisezione.
FONTE