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martedì 5 luglio 2011

incendio centrale nucleare in francia

centrale_tricastin

tratto da greenme

Nucleare, incidente in Francia: incendio alla centrale di Tricastin

Meno di 300 km in linea d'aria separano la città di Torino dai comuni di Saint-Paul-Trois-Châteaux, Pierrelatte, Bollène e Lapalud. Questi ultimi si trovano nella Regione del Rodano-Alpi, in Francia, e ospitano ciascuno uno porzione di quell'enorme complesso chiamato centrale nucleare di Tricastin, dal nome dell'omonima vecchia regione storica e naturale nel sud del paese. Qui, meno di 72 ore fa, una densa nube di fumo si è alzata da uno degli edifici a seguito di un'improvvisa e inaspettata esplosione. Le autorità del Dipartimento di Drome hanno fatto sapere subito che si trattava di un trasformatore elettrico esterno ai 4 reattore nucleari attivi, ma se ora la situazione è sotto controllo, la paura di chi abita nella zona lo è decisamente meno.Non si tratta solo di affacciarsi alla finestra e vedere una colonna di fumo alzarsi da una centrale nucleare, a pochi mesi di distanza da un disastro – quello di Fukushima – pari solo al precedente di Cernobyl. Il fatto è che la centrale nucleare di Tricastin non è nuova a questo tipo di incidenti. Appena tre anni fa si è infatti verificata una perdita di 30 metri cubi di una soluzione d'uranio, che ha finito per contaminare i fiumi limitrofi La Gaffière e Auzon. Inoltre, Electricité de France (Edf), compagnia nazionale che gestisce il sito e che insieme ad Enel doveva costruire e gestire anche le centrali nucleari in Italia, non è certo famosa per il suo comportamento corretto.
 Nel 2009, ad esempio, la fedina penale dell'EDF fu macchiata da un'audace inchiesta giornalistica della tv Arté, che denunciava lo stoccaggio illegale di scorie nucleari in Siberia. E lo stesso sito di Tricastin era stato sottoposto a verifica nei giorni scorsi, verifica alla quale ha fatto seguito la richiesta di “adottare nuovi requisiti di sicurezza soprattutto per quanto riguarda la reazione aincendi di lunga durata". Ormai però i giochi sono fatti: l'attività dei reattori è stata confermata per altri 10 anni. A noi che abbiamo la fortuna di non assistere di persona a colonne di fumo che si alzano da un reattore, non resta che sperare nei nuovi standard di sicurezza europei.

martedì 10 maggio 2011

La centrale nucleare di Hamaoka in Giappone temporaneamente chiusa

tratto da eco

Chiusa la centrale di Hamaoka in Giappone per paura tsunami

 
Chiusa la centrale nucleare di hamaoka










Akihisa Mizuno presidente della Chubu Electric Power Co. ha annunciato oggi che sarà chiusa temporaneamente la centrale nucleare di Hamaoka e così ha detto di aver accolto la richiesta fatta lo scorsa settimana da Naoto Kan. In Giappone la centrale di Hamaoka è la terza più importante e sorge in zona sismica tanto che è monitorata anche dai sismologi. La decisione arriva a due mesi dal sisma dell’11 marzo scorso e dallo tsunami che ha causato l’incidente nucleare di Fukushima Daiichi, ancora in atto.
La centrale nucleare di Hamaoka sarà riaperta non appena saranno completati i lavori di messa in sicurezza, tra cui una diga di contenimento per eventuale tsunami. E’ questa sarebbe la deroga strappata da Chubu Electric Power assieme al compenso delle perdite economiche che ne deriveranno. Rispetto ai picchi di domanda di energia, per i prossimi mesi estivi, il Governo giapponese fa sapere che ricorrerà a energia non nucleare.
Ha spiegato Mizuno:
Abbiamo deciso nella riunione finale del consiglio straordinario di oggi di sospendere il funzionamento dei reattori nr. 4 e nr.5 e di posticipare il riavvio del reattore nr.3. La richiesta del governo è stata accolta poiché vi è l’80% di probabilità che nella zona si possa verificare un terremoto oltre la magnitudo 8. E mancherebbero protezioni, come argini, contro uno tsunami.
La centrale nucleare ha continuato a funzionare anche dopo il terremoto dell’11 marzo scorso con il reattore nr.4 e nr.5. Il reattore nr.3 era sottoposto a controlli dallo scorso novembre mentre i reattori nr. 1 e nr.2 devono essere avviati a dismissione.

mercoledì 13 aprile 2011

VOTO DEI CITTADINI DI STRASBURGO PER CHIUSURA CENTRALE NUCLEARE


E PROPRIO NELLA CITTA' SEDE DEL PARLAMENTO EUROPEO.     E' SOLO UN CASO O......

tratto da ecoblog

La città di Strasburgo vota la chiusura della centrale nucleare di Fessenheim



Dopo le numerose manifestazioni, almeno 3 in quest’ultimo mese, la Municipalità di Strasburgo ha votato una mozione per la chiusura della centrale nucleare di Fessenheim. E’ probabilmente la prima volta che una comunità così consistente, ossia la città di Strasburgo, si pronuncia, unanimemente, senza destra né sinistra contro una centrale nucleare. La mozione va ben oltre e si legge nel testo che da qui alla fine dell’anno la centrale deve essere chiusa, qualunque siano i risultati degli stress test. La destra dell’UMP che pure ha votato per la chiusura di Fessenheim spiega: Il fatto che una centrale giunga alla fine della sua vita e debba essere fermata non significa che bisogna rinunciare all’uso di elettricità nucleare in Francia. La centrale è tra le più vecchie in Francia, ha 34 anni, funziona dal 1977 ma non è stata progettata per avere una lunga attività. Gli stress test imposti dal governo francese dopo l’incidente nucleare di Fukushima Daiichi probabilmente l’avrebbero bocciata. Meglio allora uscirsene alla grande ascoltando ecologisti e Verdi. C’è da dire che la mozione è stata presentata da PS-Verts che hanno la maggioranza.