sabato 7 luglio 2012

La fusione fredda in Italia






Risvolti positivi dopo il convegno del 2 luglio a Roma.La cortina di dubbi e diffidenze riguardo la fusione fredda,si sta dissipando.Interessante anche il video su alcune dichiarazioni ai margini dell'incontro,che evidenziano la difficoltà ad affermarsi delle LENR,a causa di certi poteri forti .  

 

ЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖЖ

 

Nuovi finanziatori aiuteranno la ricerca sulla fusione fredda


Cambiera’ qualcosa in Italia dopo il Convegno tenutosi a Montecitorio il 2 luglio scorso sulla fusione fredda e le LENR? E’ presto per dirlo, e non sappiamo ancora quanto sia stato preso sul serio dai membri del nostro governo.
Ma intanto un dato importante ce l’ha fornito.
Daniele Passerini, che era tra i circa ottanta invitati all’evento, nel suo ultimo pezzo su L’Indro riferisce brevemente i risultati dell’evento, dando (giustamente) molta rilevanza all’intervento di Stefano Concezzi, Direttore Scientifico della National Instruments.
La presentazione di Concezzi e’ la stessa che la Societa’ di Austin aveva portato il 20 giugno a Bruxelles, al Parlamento Europeo. E come lo stesso Passerini fa notare, la Comunita’ Europea sta recentemente mostrando molto interesse verso le LENR, e questa attenzione e’ messa nero su bianco all’interno di una relazione intitolata Materials for Emerging Energy Technologies.
Ed ecco il punto saliente di quanto detto da Concezzi: la National Instruments, colosso mondiale nel settore degli strumenti di misura professionali, fornitore principale dei maggiori centri di ricerca e societa’ ovunque nel mondo, dichiara pubblicamente il suo interesse verso la fusione fredda, attivandosi affinche’ la ricerca nel campo prosegua.  A tal fine ha deciso di fare da sponsor a 10 selezionatissimi gruppi di ricerca di tutto il mondo, e tra questi ben due sono italiani: il gruppo di Vittorio Violante dell’ENEA di Frascati e quello di Giuseppe Levi dell’INFN di Bologna.
Il fatto che un gigante come la NI abbia deciso di fare un passo cosi’ importante, investendoci soldi e ‘mettendoci la faccia’, e’ un segnale fortemente positivo, che dovrebbe dar da pensare a tutti i detrattori della fusione fredda. E chissa’, magari spingera’ anche altri a fare la stessa cosa.
Fonte

3 commenti:

  1. Una speranza per un futuro più certo!

    RispondiElimina
  2. Speriamo bene e che non vengano tolti ulteriori fondi alla Ricerca Italiana.
    Un caro saluto

    RispondiElimina

LASCIA QUI UN TUO COMMENTO