giovedì 2 giugno 2011

mercoledì 1 giugno 2011

raccolta differenziata


Anche nella spazzatura si può trovare la dignità

tratto da greenme

 

Waste Land: un film, un'opera d'arte sui rifiuti e sull'uomo





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Esiste un modo diverso di fare la raccolta differenziata che non sia separare la plastica, dal vetro, dalla carta, al momento in cui la si getta nella spazzatura? Quel modo di rimanere sospesi tra i vari cestini, dopo aver usato il prodotto e prima di riciclarne l’involucro, può sembrare il prologo di una pratica semplice ed efficace. In realtà, ne esiste un’ altra. Dà da mangiare a intere famiglie del Sud America, toglie le ragazze dalla strada e i figli dai carceri minorili. Si tratta della raccolta fatta rovistando direttamente nelle discariche.Per i cittadini di Rio De Janeiro, la pratica del riciclo è ancora un sogno lontano. A fare la differenziata ci pensano i catadores. Sono decine. Centinaia. Si muovono come formiche in mezzo a montagne di rifiuti che ogni quarto d’ora si arricchiscono di nuovi carichi provenienti dalla città e dalla periferia attorno.Vengono pagati 25 dollari al giorno. Per ogni chilo di PET si ricava 70 cent. Per un chilo di vetro 7 cent. Sono donne, uomini, spesso bambini che sono riusciti a sfuggire alle bande della malavita e che hanno deciso di fare una scelta orgogliosa anche se difficile.
Nessuno parla di loro. Esistono. Compiono il loro lavoro silenziosamente. Restano ai margini come rifiuti, appunto. Si accumulano in minuscoli angoli della terra e rimangono lì in attesa. Sorridono con dignità. Ridono, anche.Un paio di anni fa, alcuni di loro sono stati resi famosi da Vik Muniz, il più noto artista brasiliano degli ultimi anni, che ha deciso di raccontare la vita di questi essere umani dimenticati da dio e di portare alla ribalta i loro visi.
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E ora la storia di quel riscatto e del mondo in cui queste persone vivono è diventato oggetto di un documentario intitolato Waste Land, candidato al premio Oscar 2011 come miglior documentario e vincitore del Premio della Giuria al Sundance Film Festival.
Con la proiezione di Waste Land è iniziato ieri sera la quattordicesima edizione di Cinemambiente, la consueta rassegna cinematografica torinese che come ogni anno si conferma un’ottima vetrina dalla quale vedere quello che succede là fuori: rifiuti, nucleare, territorio, spreco alimentare, energie alternative…Argomenti che sempre più oltrepassano il confine tra ciò che è ambientalista e ciò che non lo è.“Volevo cambiare la mentalità delle persone a partire dalle cose che loro usano nel quotidiano: e la prima cosa sono i rifiuti” dice ad un certo punto del film l’artista Muniz. Si getta per un anno nella discarica di Jardim Gramacho: conosce i catadores, dialoga con loro, scopre le loro vite. Fino a rendere protagonisti sei di loro di una fotografia che dopo lo scatto diventa il punto di partenza per una rielaborazione dei pieni e dei vuoti tramite l’uso della spazzatura.
 
“C’è talmente tanto eccesso, qui, da diventare arte” commenta a un certo punto Muniz guardando lo sfondo di una delle foto, traboccante di rifiuti di ogni genere. I suoi quadri vanno a ruba al punto da riuscire a raccogliere duecentocinquantamila dollari. Soldi che Muniz devolve all’associazione che difende i diritti dei catadores della discarica di Jardim Gramacho. E che servono per finanziare la creazione di un centro di riciclaggio al posto della vecchia discarica.
Una storia a lieto fine. La narrazione di un cambiamento. Lento. Condotto lasciandosi guidare dalla bellezza che si nasconde nella spazzatura. Che non guarda con clemenza i milioni di tonnellate di rifiuti che ogni ora vengono scaricate in una periferia di Rio De Janeiro, ma concepisce la compassione nei confronti di coloro che su questa opulenza riescono comunque a sopravvivere.
Pamela Pelatelli

martedì 31 maggio 2011

germania:stop al nucleare

E' importante che la Germania abbia detto fine al nucleare,perchè è un trampolino di lancio fondamentale,un esempio che sarà seguito da molte nazioni.La strada è ancora molto lunga e tortuosa,ma è già un buon inizio.                                                                   erborista1            

 tratto da greenme

Le reazioni all'addio nucleare della Germania

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È stato reso noto ieri lo stop della Germania al nucleare. Entro il 2022, i tedeschi diranno definitivamente addio all'energia prodotta dalle 17 centrali del paese, alcuni di queste già abbandonate all'indomani del disastro nucleare di Fukushima.Atomo, addio, dicono i tedeschi. Ciò può significare soltanto una cosa: fonti rinnovabili. Il futuro energetico del paese infatti sarà imperniato sulle energie pulite. La decisione del governo tedesco di far ricorso a tali forme di energia è stata accolta con favore da parte della associazioni ambientaliste e da gran parte dell'opinione pubblica italiana.
"Gia oggi la Germania può contare sul 22% di energia rinnovabile – ha dichiarato Valerio Natalizia, Presidente di GIFI-ANIE -. Auspico che questa direzione possa essere seguita anche dall'Italia e dagli altri Paesi dell'Unione Europea. Il nostro impegno è quello di continuare a collaborare con il Governo per la definizione di un piano di sviluppo delle energie rinnovabili concreto ma ambizioso che tenga conto sia dei costi ma anche dei benefici a medio lungo termine. L’indipendenza e la sicurezza energetica sono oramai esigenze sempre più imprescindibili anche per il nostro Paese."
A tal proposito Natalizia tira in ballo il Quarto Conto Energia, recentemente approvato seppure con una coda di malumori appresso: "Un primo importante passo in questa direzione è già stato fatto con l'approvazione del IV Conto Energia - dice Natalizia - che permetterà di coprire quasi il 10% dei nostri consumi elettrici a fine 2016. Ritengo però che sia arrivato il momento anche per l'Italia di guardare oltre il 2020 per permettere all'industria di pianificare a lungo termine per il benessere economico della nazione".Questa la dichiarazione di Angela Merkel: “Vogliamo che l'elettricità del futuro sia sicura, affidabile ed economicamente sostenibile. Servono vasti sforzi per promuovere le energie rinnovabili, il miglioramento dell'efficienza e la revisione della rete elettrica”.
Intanto continuano le iniziative dedicate al referendum sul nucleare. Proprio ieri, il WWF Italia ha presentato “Dimmi di Sì”, una videogallery autogestita che consente a tutti/e di esprimere il proprio Sì contro il Nucleare e la privatizzazione dell’acqua. Lanciata in concomitanza con la decisione dell'addio tedesco all'atomo, "Dimmi di Sì" consente di realizzare la propria ‘dichiarazione di voto’, attraverso un videomessaggio in cui si spiegano le proprie ragioni.E il presidente di WWF Italia, Stefano Leoni, in merito alla decisione della Germania ha commentato: “Una grande lezione di serietà, rispetto alla quale è da rimarcare che in Germania si è tracciata una strada precisa, anche prendendo atto della chiarissima volontà della maggioranza dell’elettorato, che non ha gradito affatto rinvii dello stop. La decisione non avviene solo per motivi politici o per paura, ma per concretissimi motivi economici e gestionali legati alla sicurezza anche delle scorie: il Governo di Angela Merkel dichiara dunque che l’addio all’atomo entro il 2022 è “irrevocabile”, coerentemente con la politica dei Governi tedeschi degli ultimi decenni che hanno puntato su rinnovabili e ed efficienza energetica".
Francesca Mancuso