sabato 13 aprile 2013

i dieci più votati del M5S


I 10 nomi per il Quirinale del M5S


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Il MoVimento 5 Stelle ha indicato i suoi nomi per il Quirinale nella giornata di ieri. Avevano diritto al voto 48.282 persone iscritte al M5S al 31 dicembre 2012 con documenti digitalizzati. I dieci candidati scelti sono, in ordine alfabetico:
- Bonino Emma
- Caselli Gian Carlo
- Fo Dario
- Gabanelli Milena Jola
- Grillo Giuseppe Piero detto Beppe
- Imposimato Ferdinando
- Prodi Romano
- Rodotà Stefano
- Strada Luigi detto Gino
- Zagrebelsky Gustavo
Lunedì 15 gli iscritti al M5S potranno votare tra questi nomi il candidato per il Quirinale che sarà proposto in aula dai suoi parlamentari.
Anche ieri sono stati effettuati numerosi attacchi al sito, così come nel giorno precedente, ma non è stato possibile alterare la validità dei voti.
Quasi 50.000 persone hanno potuto esprimere democraticamente, senza chiedere un euro a nessuno, la loro preferenza per il Capo dello Stato. Nel frattempo la coppia Bed & Breakfast Berlusconi e Bersani decideva in segreto il presidente dell'inciucio per salvaguardare entrambi, un atto antidemocratico e ributtante.
Fonte

sabato 6 aprile 2013

miliardi di euro


I NOSTRI POLITICI DICONO CHE NON CI SONO I SOLDI PER PAGARE LE IMPRESE E, PER TROVARLI CHIEDONO A NOI CITTADINI ANCORA SACRIFICI.MA I SOLDI SI POSSONO TROVARE,BASTA NON FAR CADERE NELL'OBLIO CERTE NOTIZIE.FATE GIRARE

QUEI 98 MILIARDI DIMENTICATI


Una sentenza mette a rischio la penale dovuta dalle concessionarie delle slot machine allo Stato. I partiti chiudono un occhio e difendono gli interessi di pochi

Pochi giorni fa il Consiglio di Stato ha diramato una sentenza che è passata quasi inosservata. Una delle tantissime sentenze della giustizia amministrativa. Questa volta, però, parliamo di una sentenza che potrebbe avere degli effetti pesantissimi perché potrebbe aprire la strada a cancellare i 98 miliardi di euro di penale che le concessionarie delle slot machine devono allo Stato. Una sentenza che potrebbe essere il primo mattone per costruire un muro che evita agli italiani di rientrare in possesso di questa fortuna. 


A nessuno di noi sfugge il fatto che lo Stato giustamente cerca di risanare i conti, e lo fa tagliando alcuni servizi sociali, sanitari. In questo senso 98 miliardi di euro sarebbero una cifra importante. Invece si rischia di finire a non pretendere nulla, o quasi nulla, forse una cifra simbolica dalle società concessionarie delle slot machine. Società che per anni hanno vissuto, forse neanche per colpa loro, in mancanza di regole totali, consentito dai potentissimi appoggi politici che queste società vantano.

Partiamo dall'inizio, ricordiamoci come è cominciata questa storia. Era il 2005/2006 quando Alfiero Grandi, uno dei politici che bisognerebbe recuperare e che merita un riconoscimento da parte nostra, insieme con altre persone e con il dipartimento della Guardia di Finanza contro le frodi informatiche, prepararono alcuni rapporti. Uno di questi finì sulla scrivania del Ministro Visco, e in questo si diceva che lo Stato stava perdendo come un colabrodo decine di miliardi di penali non pagate. ...

Ma i Monopoli, essendo vicini all'Alleanza Nazionale in quel periodo, vedevano altre figure che magari si sono occupate marginalmente (o non si sono occupate) di questa vicenda come la sorella di Gianni Alemanno. C'erano soggetti forti in questa storia, proprio come Giorgio Tino, nipote di un notissimo esponente politico che è Antonio Maccanico, figura poco nota ma potentissima che ha amministrato per anni tra i monopoli dei giochi, ha amministrato somme di miliardi di Euro senza che nessuno di noi sapesse chi era Giorgio Tino.
Ma anche i partiti di centro-sinistra non hanno fatto molto di più. Anzi. Ricordiamoci che il centro-sinistra nella vicenda dei giochi in generale ha molto di cui perire. Per esempio nella vicenda del Bingo. Qui le diverse cordate - poiché il centro-sinistra si divide in cordate non soltanto quando bisogna votare, ma anche nel Bingo - hanno investito moltissimo. I dalemiani, ma anche e soprattutto i veltroniani, hanno investito molto. Purtroppo, come gli capita anche nelle elezioni, gli capita anche nei giochi: hanno preso una batosta. Chissà se i vecchi compagni sapevano che le loro sezioni investivano nel Bingo. Probabilmente no. ...

Ma soprattutto bisogna ricordarsi una cosa: bisogna andare a Napoli, bisogna parlare con i magistrati, i pubblici Ministeri di Napoli che vi dicono che ormai le slot machine garantiscono alla Camorra dei guadagni maggiori di quelli della droga. Una macchinetta riesce a portare nelle casse della camorra fino a 15 mila euro al giorno, in base ai calcoli e alle stime che sono state fatte dai pubblici Ministeri napoletani. Mi sembra evidente che lo Stato non può più puntare su questo tipo di divertimento, portare in cassa 4 soldi, portarne nelle casse dei privati molti di più e non si capisce perché si facciano questi regali allora ai privati. Lo Stato non deve avere il ruolo del biscazziere ma deve cercare invece di aiutare in altro modo le persone che sono in difficoltà. Oggi siamo all'inizio di gennaio, abbiamo tempo 9 mesi per cercare di far sentire ai politici, ma anche ai magistrati della Corte dei Conti, che non devono decidere secondo l'opinione pubblica, ma non devono neanche ascoltare troppo la voce potentissima delle società concessionarie delle slot machine, la gente, l'opinione pubblica deve adesso far sentire la sua voce.
Solo sommergendo di messaggi i siti, si riuscirà ad arrivare almeno a una decisione che poi ci lasci sereni, noi non possiamo lasciare a queste società 98 miliardi di euro che se anche non arrivasse per intero nelle casse pubbliche, comunque garantirebbe di ridurre i nostri sacrifici. Con quei 98 miliardi di euro proviamo tutti insieme a immaginare cosa si potrebbe fare? 

fonte

mercoledì 27 marzo 2013

per prevenire il bracconaggio

I droni non sono solo usati in modo assai discutibile in operazioni antiterrorismo, ma stanno iniziando a trovare impiego per scoprire attività di caccia illegale in varie parti del mondo

I Droni
 aerei teleguidati da grandi distanze,  si sono fatti la triste reputazione di macchine killer; nel loro ampio uso in operazioni anti-terrorismo si sono infatti lasciati dietro una lunga scia di sangue di vittime civili. Una commissione delle Nazioni Unite sta indagando se questo tipo di attacchi debba o meno considerarsi illegale.
Esistono tuttavia impieghi migliori per gli aerei robot, in particolare la sorveglianza aerea per scoprire attività illegali di caccia. Droni vengono usati in Asia sud-orientale per salvare gli oranghi minacciati dagli incendi illegali dei piantatori di palma da olio, oppure in Sudafrica per cercare di fermare lo sterminio dei rinoceronti.
Clive Vivier, uno dei fondatori della riserva naturale nel KwaZulu Natal è particolarmente convinto della loro efficacia:  «Possono volare per 16 ore a 5000 metri. Il suo volo silenzioso e la dotazione di una telecamera IR sono fondamentali per individuare i bracconieri di notte. Ci può dire se un uomo sta portando una zappa o un fucile e se ha il dito sul grilletto. Possiamo vederli, mentre loro non ci vedono e così possiamo arrestarli. Altrimenti è come cercare un ago in un pagliaio.»
L’organizzazione Shadow View sta cooperando con la League Against Cruels Sports, per monitorare la caccia alla volpe in Inghilterra, tuttora praticata nonostante sia vietata per legge. Con una faccia tosta degna dei peggiori, i cacciatori inglesi si lamentano dell’invasione della privacy, ma questa nuova tecnologia sarà un efficace deterrente per proteggere la fauna selvatica.