lunedì 13 giugno 2011

per non dimenticare chernobyl

tratto da eco

Il video testamento dimenticato, del liquidatore di Chernobyl



La storia che Claudio Bernieri giornalista va a raccontare nei 45 minuti del documentario I dimenticati di Chernobyl, ha assieme qualcosa di stupefacente e orribile. E’ il testamento,riportato in vita dal popolo della rete, di Vassili Nesterenko morto nel 2008 a 73 anni e ex liquidatore sopravvissuto all’incidente di Chernobyl. Il documentario, vincitore nel 2003 della IX edizione premio Ilaria Alpi e prodotto per RaiDue andò in onda per ben due volte in Tg2 Dossier nel 2004, un anno dopo la vittoria del prestigioso riconoscimento. Ebbe uno share del 12%, circa 1milione e mezzo di telespettatori. Da allora fu dimenticato. A vedere i pochi minuti del trailer (il video in alto) e a sentire le parole che inchiodano l’incidente nucleare a Chernobyl nel futuro delle prossime generazioni si comprende il perché. Spiega Nesterenko che era fisico e direttore dell’ Istituto di Energia Nucleare all’Accademia Nazionale delle Scienze della Bielorussia:
Il sarcofago dove sono sepolte tonnellate di polvere radioattiva potrebbe essere allagato dal fiume Dnieper e le polveri radioattive finire nel Mar Nero e da lì nel Mediterraneo. 
Su youtube il documentario integrale della durata di 45 minuti.

domenica 12 giugno 2011

in attesa delle energie rinnovabili

tratto da eco

Carlo Rubbia: "Geotermico: energia sicura e subito"

 
centrale geotermica
Carlo Rubbia, Nobel per la fisica, torna a parlare di energie rinnovabili indicando come fonte potente e immediata quella geotermica. Nell‘intervista rilasciata a La Repubblica spiega che prima che le rinnovabili brillino per produzione sono necessari ancora 10-15 anni. Nella fase di transizione conviene puntare su un mix di gas e geotermia, energia ancora troppo poco usata.Spiega Rubbia:
Innanzitutto il gas, che è arrivato al 60 per cento di efficienza e produce una quantità di anidride carbonica due volte e mezza più bassa di quella del carbone: il chilowattora costa poco e le centrali si realizzano in tre anni. E poi c’è la geotermia che nel mondo già oggi dà un contributo pari a 5 centrali nucleari. L’Italia ha una potenzialità straordinaria nella zona compresa tra Toscana, Lazio e Campania, e la sfrutta in maniera molto parziale: si può fare di più a prezzi molto convenienti. Solo dal potenziale geotermico compreso in quest’area si può ottenere l’energia fornita dalle 4 centrali nucleari previste come primo step del piano nucleare. Subito e senza rischi.